Panettone Fior di Pesco

Questo panettone è nato a metà degli anni 90 e ben presto ha catturato i palati più esigenti. La pesca è l’unico candito al suo interno, ha un’eccezionale delicatezza nei sapori e friabilità al palato, quasi a volersi sciogliere. Il panettone in questo caso è quello basso, come la tradizione Torinese ci ha tramandato, ed è ricoperto da una delicatissima glassa di mandorle rivestita da una pioggia di granella di zucchero.

15,00

Descrizione

Ingredienti Panettone Fior di Pesco :

LIEVITO MADRE 28.62%
PESCA CANDITA 26.71%
FARINA DI FRUMENTO, TIPO 00 12.72%
OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE 12.72%
ZUCCHERO (Saccarosio) 10.17%
UOVO DI GALLINA, TUORLO 8.9%
SALE da cucina 0.16%
VANILLINA 0%
Allergeni : GLUTINE – DERIVATI UOVA .
GLASSATURA CON MANDORLE, ZUCCHERO E ALBUMI.
Valori medi per 100gr. di prodotto
EnergiaKcal 1322.48 Kcal.
EnergiaKJ 398.82 KJ
Grassi 15.76 gr.
GrassiSat 2.84 gr.
Carboidrati 58.43 gr.
Zuccheri 32.92 gr.
Fibre 0.83 gr.
Proteine 6.26 gr.
Sale 239.4 gr.

Tratto da Wikipedia:

Storia e storie del panettone

Le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior credito:

Messer Ulivo degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.

Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.750 kg

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