Panettone Oro

Morbido dal sapore delicato, al taglio si presenta ricco del colore dell’abbondanza, quel giallo oro ottenuto dal burro che unito alle uova, la farina e lo zucchero ne compone l’impasto. Il dolce viene rifinito da una croccante glassa alle mandorle e da una pioggia di zucchero in granella. All’interno non contiene ne canditi ne uvetta.

15,00

Descrizione

Ingredienti Panettone Oro:

LIEVITO MADRE 28.53%
UVA SULTANINA/UVETTA, UVA SECCA 25.36%
FARINA DI FRUMENTO, TIPO 00 12.68%
ZUCCHERO (Saccarosio) 10.14%
BURRO 9.51%
UOVO DI GALLINA, TUORLO 8.87%
OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE 4.75%
SALE da cucina 0.16%
VANILLINA 0%
Allergeni : GLUTINE – DERIVATI UOVA – DERIVATI LATTE .
GLASSATURA CON MANDORLE, ZUCCHERO E ALBUMI

Valori medi per 100gr. di prodotto
EnergiaKcal 1260.86 Kcal.
EnergiaKJ 383.82 KJ
Grassi 15.68 gr.
GrassiSat 6.12 gr.
Carboidrati 54.76 gr.
Zuccheri 29.6 gr.
Fibre 2.35 gr.
Proteine 6.49 gr.
Sale 2.03 gr.

Tratto da Wikipedia:

Storia e storie del panettone

Le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior credito:

Messer Ulivo degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.

Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.750 kg

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